BOOK REVIEW: DRY SEASON- IL MIO ANNO DI PIACERE SENZA SESSO

Probabilmente se non avessi letto un articolo molto interessante su Donna Moderna, avrei ignorato l'esistenza di questo libro. Per una volta lo ho semplicemente cercato, prenotato e ritirato senza cercare nessun estratto (non èp vero non mi sembra di averlo trovato l'estratto) e lo sto leggendo.

Le storie vere mi fanno partire abbastanza benevola e fiduciosa, nel caso specifico l'argomento è interessante anche se continuo a preferire parlare di soldi che di sesso, però è anche vero che da Sex & the city in poi il sesso è sdoganato. Però non riesco a capire la tanta importanza che gli si dà. Ho amici etero, amici gay e altri che si definiscono Queer, ma alla fine le storie di sesso fine a se stesso sono uguali per tutti.


Dry Season è un racconto di astinenza e al contempo tutto il suo opposto: una storia di piacere, desiderio, appagamento. È il resoconto di come una donna ha imparato a vivere ponendosi al centro della propria storia, e un punto di partenza per un nuovo dialogo su cosa sia il sesso, cosa l’amore.

«Un percorso di consapevolezza femminile nel memoir di Melissa Febos. Niente sesso ma tanta libertà. Un anno per ritrovarsi.» - Antonella Lattanzi, La Lettura


Nel tentativo di rimettere insieme i pezzi dopo una relazione tumultuosa durata due anni, Melissa Febos decide di fermarsi: per tre mesi si asterrà dagli appuntamenti romantici, dalle relazioni e dal sesso. Agli occhi degli altri è un lasso di tempo ridicolo, ma per lei, che sin dall’adolescenza non ha fatto che passare da una relazione alla successiva, potrebbe essere sufficiente a innescare un cambiamento. Si ritaglierà momenti per se stessa, finalmente, e interrogherà gli schemi inconsci che l’hanno condotta a quel naufragio. Non più definita dalle sue conquiste romantiche, libera dalla necessità di essere desiderata o scelta, impara ad apprezzare la solitudine, il brivido di vivere secondo le proprie regole e il piacere raggiunto senza la mediazione di un partner. E così decide di estendere il suo periodo di castità a un anno – quello che si rivelerà il più appagante e sensuale della sua vita. Intessendo un dialogo tra le sue esperienze e quelle di chi l’ha preceduta – dalle mistiche medievali a Virginia Woolf, da Saffo a Octavia Butler – Febos si inserisce in una nuova genealogia di modelli, donne che hanno perseguito i propri ideali e le proprie ambizioni, e pulsioni, senza mai chiedere il permesso.

Quando l'autrice sceglie di avere un periodo di castità, la madre glielo aveva suggerito più volte al termine delle relazioni, non so voi ma io conosco molte persone che non riescono a stare proprio da sole, mentre io credo di essere all'estremo opposto, non credo che riuscirei a fare posto a qualcuno nella mia vita (almeno per ora poi mai dire mai)...Ma se la madre dell'autrice le consiglia di stare tranquilla, la madre di una mia amica anni fa le disse "ora c he sei single smignotteggia (in italiano fai la facile) un pò perché poi non potrai più", invece la mia amica è stata da sola per un po' e poi ha incontrato il padre dei suoi figli e attuale marito... Ecco ho iniziato la lettura forse aspettandomi qualcosa tipo un diario ma lo ammetto se lei ha trovato interessante lo studio storico di alcune figure, io posso trovarle sì interessanti ma io la storia la trovo noiosa. Probabilmente nel mio caso è più di u anno e quello che trovo super piacevole è scegliere cosa fare, come, quando e con chi, senza dover rendere conto a nessuno. Sì ogni tanto penso che gli appuntamenti siano una cosa carina ma quante volte capita di tornare a casa e pensare "ma perché ho accettato sta cosa?", decidi che vuoi andare al cinema e non devi aspettare il benestare di nessuno, sei tu che diventi padrona dei tuoi spazi. Allora probabilmente anche io ho avuto un periodo tipo l'autrice in cui non avevo relazioni serie ma non ero neanche mai sola, ora ho trovato la mia pace che penso sia veramente difficile far posto a qualcuno ma neanche lo cerco. 

Alla fine sono rimasta soddisfatta o delusa dalla lettura? Probabilmente entrambe le cose ma perché sia l'articolo di Donna Moderna che la trama mi avevano dato determinate aspettative di lettura ma forse sono solo vecchia e complicata io. Riflettendo c i sono molte cose che mi danno fastidio: se una donna è da sola allora ha problemi eppure come anche il libro dimostra la storia è piena di esempi...

 E tutt'ora non ho ben chiara la figura lavorativa di dominatrice, qualcuno può spiegarmelo?


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