Non ho figli, ho molti animali ma, nessun figlio umano, sono da sempre aperta all'adozione e quando ho letto la trama del film , mi sono convinta a dargli una possibilità...
Avevo letto di statistiche dove se chiedevi in affido una bambina, nella maggior parte ti viene affidato un maschio. In questo caso si trovano a scegliere una adolescente, solo che lei ha due fratelli minori e quindi la coppia si trova con ben tre affidi in contemporanea.
Instant Family segue una coppia che decide di intraprendere il percorso dell’affidamento e si ritrova ad accogliere tre fratelli, tra cui un’adolescente ribelle. La convivenza porta a momenti di comicità e a sfide emotive che mettono alla prova tutti, in un racconto ispirato alla vera esperienza del regista. Tocca temi delicati come l’adozione con tono leggero e sincero, risultando un film caldo, divertente e toccante, consigliato a chi cerca emozioni e sorrisi.
Si iscrivono così ad un corso che abilita all'affidamento dei minori che rappresenta un primo possibile passo verso l'adozione.
Al termine della formazione partecipano ad un incontro in cui i possibili genitori affidatari incontrano minori in cerca di famiglia. Come tanti altri, anche Pete ed Ellie si orientano inizialmente verso i bambini più piccoli, ma poi un contatto casuale con la quindicenne Elizabeth, detta Lizzy, li convince verso quella che sembrava la scelta più difficile. Ma le cose sono ancora più complicate perché la ragazzina ha due fratelli, l'undicenne Juan e la seienne Lita, e sarebbe meglio non separarli.
La tenerezza dei due piccoli avrebbe convinto i due a fare il grande passo, ma poi la cosa, estremamente impegnativa, viene riesaminata fin quando alla cena del Ringraziamento, Ellie, ricevuta la totale sfiducia dei suoi familiari, reagisce lanciando una sfida che Pete coglie subito, decidendo di dar corso all'affidamento dei tre fratellini.
Come previsto, la vita è sconvolta, ma i progressi, soprattutto con i due più piccoli, ripagano ben presto dell'enorme sforzo. Lizzy mantiene un atteggiamento diffidente e spesso sgarbato nei confronti dei genitori affidatari, sebbene non nasconda riconoscenza verso di loro. Ma alla notizia del rilascio della madre Carla, detenuta per droga, la quindicenne fa di tutto per ricostituire la famiglia originaria.
Per i Wagner è un duro colpo, specialmente quando il tribunale riconosce alla madre naturale il diritto di riprendere con sé i propri figli. Il dolore di doversi separare dopo cinque intensi mesi accomuna anche i due piccoli, ma poi, al momento del ricongiungimento la madre dei tre giovanotti si tira indietro in quanto nuovamente drogata, ammettendo inoltre che era stata Lizzie ad aiutarla a compilare i documenti con i quali la donna aveva ottenuto il via libera del tribunale per riottenere l'affidamento dei figli. Amareggiata e devastata dalla notizia, Lizzie corre via in lacrime, ma poi riconosce in Pete ed Ellie una coppia che l'ha fortemente voluta e che è pronta a riabbracciarla e, quindi, torna a casa.
Quattro mesi dopo, per la gioia di tutti, il tribunale decreta l'adozione dei tre fratelli da parte dei Wagner.
Le giornate sono cambiate, complicato e e diciamocelo l'adolescenza è un periodo difficile... Certo l'affido parte come precario da principio ma poi ci si affeziona e se si presenta l'opportunità che i ragazzi tornino con la madre biologica, diciamocelo pure, ci si rimane male....
Sono da sempre aperta all'adozione e per molto tempo ignoravo che chi prende in affido dei bambini riceve anche un sussidio, forse pensavo succedesse solo in America. Probabilmente in un caso come quello del film tenterei un'adozione/un affido aperto ovvero che i bambini possono avere rapporti con il genitore biologico, anche se so che non sempre è facile una gestione familiare del genere.
Il film mostra come non ci sono regole, non c'è bisogno di perfezione ma di realtà, che spesso equivalgono a no, regole e compromessi...

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