Martedì 24 marzo è andata in onda l'ultima puntata della serie Le libere donne di Magliano, tratta dal libro di Mario Tobino.
La protagonista della storia Margherita è bellissima e la storia ti prende da subito, non so se il fatto che sia tratto da un libro che descrive fatti realmente accaduti, mi ha portato a seguirlo meglio di altre serie. Il dottor Tobino umanizza il paziente,mentre il suo collega Parisi è molto portato per l'elettroshock.
Ambientata tra Lucca e Viareggio durante la seconda guerra mondiale, la serie racconta la storia dello psichiatra e poeta Mario Tobino, medico dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano dove è giunto alla fine del 1942 dopo essere stato congedato dal fronte libico. Con un approccio umano e non convenzionale, Tobino si confronta con i metodi rigidi e repressivi dell’istituzione, cercando invece di restituire dignità, ascolto e comprensione alle pazienti ricoverate, molte delle quali sono state internate ingiustamente o per aver manifestato un comportamento ritenuto troppo libero per l’epoca.
All’interno dell’ospedale Tobino vive e lavora a stretto contatto con colleghi che spesso hanno visioni molto diverse dalla sua, trovando però sostegno in un giovane medico con cui instaura un rapporto di amicizia e fiducia.
La sua vita cambia con l’arrivo di Margherita Lenzi, una giovane donna rinchiusa nella struttura dal marito contro la propria volontà. Dubitando della sua presunta follia, Tobino inizia a indagare sulla sua storia, sospettando che possa essere vittima di un grave abuso e di un tentativo di appropriazione della sua eredità. Questa ricerca della verità lo porterà a confrontarsi con dilemmi morali e rischi personali, mentre riemerge dal suo passato un antico amore, Paola Levi, nel frattempo divenuta una staffetta partigiana.
Le sensazioni provate durante le puntate sono molteplici, anche di schifo in certi momenti e non mi vergogno di dire che alla fine mi sono commossa, sia perché ho pensato di essere fortunata ad essere nata dove si può essere diversi senza essere considerati matti e per questo rinchiusi.
Proprio la protagonista è sia colei che divide Tobino da Paola ma è sempre per mezzo di lei che si ricongiungono. Alla fine ci sono delle persone che pagano tutte le violenze effettuate e mi sarebbe piaciuto vedere l'amica della protagonista che si salva scappando con una barca e i titoli al portatore di Margherita, cercati dal marito violento e alla fine una sua sorella trova il coraggio di denunciarlo...
Ecco devo dire che in questo caso so che è stata liberamente tratta dal libro "le libere donne di Magliano" e ora ho voglia di leggere il testo originale. Vi consiglio di cercare la serie su Rai play e guardarla!

Non avevo mai sentito di questo serie, ma sembra che ti abbia preso proprio tanto!^^
RispondiEliminaPersonalmente, non amando le storie ambientate in ospedali, manicomi o comunque in situazioni troppo disagiate, probabilmente, anche se l'avessi conosciuta, non l'avrei guardata comunque ma ora mi hai incuriosita, magari gli dò una possibilità! :)
Baci!
S
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Chiedi a tua mamma se l'ha vista, comunque la consiglio. Sicuramente acquisterò anche il libro dal quale è stata tratta la mini serie. Al momento è tra quelle che mi è piaciuta di più!
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