RIFLESSIONI DA SEX & THE CITY: AMARE E' SOFFRIRE?

Voglio partire da un video della serie che mi è capitato di guardare su Youtube e ho pensato che il problema di molte donne non sono solo le favole Disney no sono state anche serie come questo dove hanno decantato tanto Mr Big & Carrie e meno di altre coppie.




Ultimamente ho visto dei video della trasmissione Matrimonio a Prima vista dove spesso dicono di volere A e poi si scopre che vogliono B e se c'è una donna di sicuro c'è  la frase "voglio che mi faccia soffrire", "voglio uno che mi tenga testa", voglio uno che mi faccia soffrire" ...

La mia domanda è "ma perché?"

Già lo ho scritto non ho mai seguito assiduamente gli episodi della serie, ho visto i due film e del primo ho adorato i vestiti, del secondo meno. Però le domande che si pone Carrie sono giuste: perché quando tutto va bene ci facciamo delle paranoie? Perché dobbiamo pensare che se è vero amore deve farci soffrire? Perché se il percorso è lineare pensiamo di avere sbagliato qualcosa? Chi lo ha deciso?

Avete presente i cartoni animati dove il principe salva la principessa e poi termina con un portone chiuso con scritto "E vissero felici e contenti"? Ecco io sono sempre stata dubbiosa su ciò mentre ho sempre adorato Schreck per la sua imperfezione perfetta. Lui è un orco eppure riesce a capire meglio di altri Fiona, sarebbe disposto a rinunciare al suo aspetto per farla felice, così come accadono altre cose che lo portano a pensare di non essere giusto e invece lui c'è sempre nel momento del  bisogno. E' perfettamente imperfetto e se proprio devo scegliere un principe ideale, scelgo lui.

Pensando alla domanda ho pensato che da adolescente mi è capitato spesso di pensare già alla fine delle storie, anche se eravamo solo all'inizio. Eppure questo tipo di pensieri secondo me penalizza la relazione, certo nessuno può assicurare che duri tutta la vita ma se già si pensa alla fine, ci si mette in gioco realmente? Così come le donne che se hanno un uomo che le tratta bene poi si lamentano perché vorrebbero soffrire, perché se lui le fa soffrire allora ci tiene. Non mi trovo per niente d'accordo, anzi credo che proprio da adolescente ho iniziato a pensare che un uomo debba farci stare bene, essere un amico e un amante, qualcuno che ci supporti, sopporti e con obiettivi di vita comune. Ancora ora nella mia testa c'è la frase di una ragazza che si era messa con uno del quartiere dicendo "piuttosto che stare da sola mi accontento", ecco io da allora ho sempre pensato "piuttosto che accontentarmi men ne sto benissimo da sola".

Sarà che io non ho mai pensato "io ti cambierò, io ti salverò", certo la vita porta a modificare alcuni comportamenti ma non ho mai pensato di cambiare per qualcuno e anzi quando adesso mi dicono "hai troppo carattere" e/o "sei troppo indipendente", sorrido, in quanto ci ho messo anni a costruire il mio caratteraccio e me lo tengo ben stretto ma non giudico, non cerco un uomo che mi faccia star male perché se mi fa stare male allora v uol dire che ci tiene, ma chi lo ha detto?

 La domanda rimane la stessa MA PERCHE'?


Commenti

  1. Per rispondere a questa domanda dovremmo guardare le cose da tante angolazioni.
    Il fatto che al centro della serie ci fosse qualcosa di travagliato è normale: se vuoi l’attenzione degli spettatori è più facile ottenerla con un percorso travagliato che con un “… e vissero felici e contenti” al primo episodio. È il pathos a tenerci incollati alla tv (o ai libri). Pensa alle soap opera con migliaia di episodi.
    Le favole ci hanno raccontato che arriverà il principe a salvarci da miseria, angherie, situazioni famigliari complesse e persino maledizioni (Cenerentola, Biancaneve, La bella adormentata) e
    questo non aiuta perché carica le donne di aspettative e fa sentire incapaci gli uomini.

    Nella vita reale devi tener conto del fatto che molte persone non sono in grado di stare sole e preferiscono accontentarsi.
    L’errore di molti è sperare che qualcun altro che ti faccia stare bene ma se non hai trovato un buon equilibrio con te stessa difficilmente starai bene in una coppia.
    Concordo perfettamente che è meglio stare soli che male accompagnati.
    Comunque se scegli sistematicamente qualcuno che ti fa star male dovresti domandarti perché e tra le domande da porsi metterei:
    non riesci a concederti una situazione serena?
    hai indossato il cappello da crocerossina e hai scelto qualcuno sperando di cambiarlo?
    La situazione in cui ti trovi è casuale o ti sembra di averla già vissuta?
    Per tutti loro suggerirei qualche libro:
    Platone è meglio del Prozac e diversi libri di Giulio Cesare Giacobbe (in particolare Alla ricerca delle coccole perdute).

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  2. Ultimamente sto riguardando alcuni filmati dalla serie perché sono quesiti che molto spesso le donne si danno. Ora io appartengo alla categoria di donne che non pensa che arriverà il principe azzurro a salvarla, anche perché non ho bisogno di essere salvata e non credo nel principe azzurro. Però mi rendo conto che fiabe e serie del genere possano aver creato qualche problema nella visione di relazioni...

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  3. Sono d’accordo con te: per fortuna molte di noi non sentono il bisogno di essere salvate, ne’ di cercare il “principe azzurro” (anche perché mi sono sempre sentita più strega che principessa).
    Siamo meravigliosamente imperfette esattamente come le persone con cui scegliamo di vivere (se il principe azzurro esistesse sotto forma di essere perfetto mi annoierei).
    Partire con un’immagine edulcorata (da campagna elettorale) o con l’idea di poter cambiare l’altro porterebbe a delusioni future.
    Fatica sprecata ma qualcuno potrebbe amare la sfida (pensiamo a Grease…).
    In tutte le relazioni comunque ci vuole un discreto impegno: siamo come gli ingranaggi che se si sincronizzano fanno girare bene l’orologio, altrimenti ci si inceppa in due.

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