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RIFLESSIONI DEL LUNEDI'

Anche se è lunedì e solitamente è la mattinata che il mio corpo detesta con ogni fibra, diciamo che è andata bene-escludendo la sveglia prima del previsto per spostare la macchina, causa lavori di restauro della facciata del palazzo- perchè questo week end lo ho avuto libero, (yuppy) quindi sabato ho dormito seriamente fino a tardi e credetemi per me svegliarmi alle 10 è svegliarmi tardi, ho fatto spesa e varie commissioni e ho speso il pomeriggio con i miei...poi di domenica relax assoluto, o meglio io anche se decido di oziare non sono capace a stare senza fare niente, ma sono riuscita a passare il pomeriggio con la mia amica Claudia e chiacchieravamo con sottofondo musicale, mentre lei preparava le palette per le unghie-la mia amica è bravissima a farle- io ho dato il mio contributo solo dicendo di accostare dei colori e stop...abbiamo riso tantissimo, ascoltato musica e ci siamo pure preparate una buona cioccolata calda....erano secoli che non passavamo così tanto tempo insieme poi visto che a casa non c'era nessuno mi sono impadronita del bagno e ho fatto un bagno bollente iniziando a leggere  "I colori dopo il bianco" di Nicola Lecca, leggendo la biografia dello scrittore scopro che è poco più grande di me,, secondo me ora 8 anni non sono tantissimi (in adolescenza anche un anno faceva la differenza) e ho letto che ha scritto "La piramide del caffè" e per me che sono una coffee addict come resistere a tale titolo, allora sono andata sul mio sito di fiducia per i libri IBS ed ho trovato:

La piramide del caffè che è un libro de 2013
A diciotto anni, Imi ha finalmente realizzato il suo sogno di vivere a Londra. A bordo di un vecchio treno malandato ha lasciato l'orfanotrofio ungherese dove ha sempre vissuto e, nella metropoli inglese, si è impiegato in una caffetteria della catena Proper Coffee. Il suo sguardo è puro, ingenuo e pieno di entusiasmo: come gli altri orfani del villaggio di Landor, anche lui non permette mai al passato di rattristarlo, né si preoccupa troppo di ciò che il futuro potrebbe riservargli. Le tante e minuziose regole che disciplinano la vita all'interno della caffetteria - riassunte nel Manuale del caffè cui i dirigenti della Proper Coffee alludono con la deferenza riservata ai testi sacri - gli sembrano scritte da mani capaci di individuare in anticipo la soluzione a qualsiasi problema pur di garantire il completo benessere di impiegati e clienti. La piramide gerarchica che ordina la Proper Coffee sembra a Imi assai più chiara e rassicurante del complesso reticolo di strade londinesi. Dovrà passare molto tempo prima che Imi - grazie al cinismo di un collega e ai consigli della sua padrona di casa - cominci a capire la durezza di Londra e la strategia delle regole riassunte nel Manuale del caffè. Tanto candore finirà per metterlo in pericolo: e sarà allora Morgan, il libraio iraniano, a prendersi a cuore il destino di Imi, coinvolgendo nel progetto Margaret, una grande scrittrice anziana e ormai stanca di tutto, ma ancora capace di appassionarsi alle piccole storie nascoste tra le pieghe della vita.

Ed insieme a questo vorrei comprare anche L'Elogio del barista (io lo ho sempre detto che molti clienti per un euro o poco più si fanno fare delle psicoanalisi gratuite:P:

«Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro.»

Caterina Ferraresi ha raccolto in questo libro le sue riflessioni su anni di lavoro come psicoterapeuta. L'amore per la sua professione traspare da ogni pagina, ma ancor più traspare la solidarietà che la lega alle persone che a lei si rivolgono, sempre con una ragione, ma a volte con una ragione sbagliata. Il disagio esistenziale o l'infelicità, l'incapacità di vivere bene la propria vita possono derivare da traumi più o meno profondi, o da personalità particolarmente complesse, ma attenzione a non far diventare queste cause delle scuse per arrendersi, prima ancora di cominciare a voler cambiare in meglio la propria vita. In una carrellata divertente e spiritosa di piccoli esempi, di casi clinici, di psicologismi superficiali, di "trappole" tese dagli altri o peggio da se stessi, di "modelli per l'infelicità" e di "strategie per combatterli", Caterina Ferraresi invita tutti a non perdere di vista il concetto chiave: la nostra responsabilità per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. "Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro."



Cosa mi ha colpito del libro "I colori dopo il bianco"? In primis la copertina colorata che raffigura uno scorcio di case colorate e un pò le rivedo in alcuni angoli di Roma ad esempio vicino via iv novembre c'è una palazzina liberty in mezzo ad altri palazzi meravigliosa, data la zona è meglio non sapere il prezzo (lo ammetto caffè e immobiliare sono due passioni che ho), poi ho letto la trama
«Il destino non esiste. Non c'è. È un'invenzione.
Il destino sei tu.
È ciò che vuoi: ciò che desideri.»


Staccarsi dal passato farà male? 
Silke ancora non lo sa, ma è stanca di Innsbruck: una città gelida e perfetta in cui il destino, ostaggio dell'abitudine, domato dalla disciplina e ammansito dalla ricchezza, se ne sta quasi sempre in letargo. Per vivere a pieno sceglie Marsiglia. Ha voglia di novità, di mare e di colori, e non importa se tutto questo comporterà mille sfide: Silke è finalmente pronta ad affrontarle. Ragazza, ma non ancora donna, rinuncerà al benessere della sua vita privilegiata per trasferirsi in un micro appartamento vicino al porto, lasciandosi alle spalle lo sfarzo della villa di famiglia e il soffocante controllo di genitori ossessionati dalle regole, ancorati alle tradizioni e devoti al culto della reputazione più che all'amore o alla verità. Fin dal primo istante, Marsiglia coinvolgerà Silke nel suo alveare di esistenze complicate, curandola dalla solitudine e accogliendola con una moltitudine che turba e spaventa, rallegra e commuove. Se a Innsbruck il tempo pareva sospeso in un'illusione asettica e le giornate si susseguivano con la grazia innaturale del nuoto sincronizzato, a Marsiglia tutto scorre, governato da un'imprevedibilità che mette a dura prova ma offre, in cambio, vivacità e calore umano. Come accade con Murielle: una vicina di casa chiacchierona che, armata di torte e di prelibatezze africane, aiuterà Silke ad abbandonare la sua riservatezza per unirsi al flusso della città e imparare il valore dell'accoglienza, l'importanza dell'ascolto e l'arte di non prendersi troppo sul serio. Nel fitto reticolato delle stradine marsigliesi, Silke si incontrerà col mondo e si renderà conto che ogni labirinto può trasformarsi in un gioco: un rompicapo da risolvere per dimostrare di essere all'altezza della vita. E quando incontrerà la vecchia gattara di rue de la Palud e il giovane Didier – ladro, atleta e mangiatore di fuoco –, si accorgerà che il destino, capace di togliere tanto, è spesso pronto a dare: proprio quando meno ce lo aspettiamo.


altri libri da consigliare da qui all'estate?

Commenti

  1. I pomeriggi in musica passati a chiacchierare con la migliore amica sono la cosa migliore secondo me, ti rimettono in pace col mondo e ti fanno tornare bambina (o meglio, adolescente)!^^
    Tutti e 3 i libri che proponi sembrano molto interessanti, soprattutto l'ultimo (io devo ammettere che non ho molta affinità con bar e caffè^^) sembra dvvero una bella storia appassionate! E hai ragione la copertina è bellissima, ricorda molto alcune zone di Roma al tramonto! :D
    Baci!
    S
    https://s-fashion-avenue.blogspot.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il tempo passato con amici e famiglia di persona è il tempo speso bene. L'ultimo lo sto leggendo mentre i primi due sono i prossimi che voglio comprare. Io ho iniziato a lavorare al bar a 17 anni ma fino ai 20 non avevo un gran rapporto con la caffeina ma per sopravvivere alle lezioni di diritto privato è diventato essenziale e da qui è nato il rapporto d'amore puro con il caffè 😀

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